sabato 30 luglio 2011

Le rose dei benzinai


Come abbiamo scritto nel post "10 validi motivi per fare Guerrilla Gardening, il Giardinaggio d’Assalto ha cambiato alcuni nostri modi di vedere le cose.

Ad esempio, quando passeggiamo per le campagne e le citta’, notiamo particolari che in tempi passati non avremmo nemmeno sospettato esistessero.

Tutto questo, bisogna ammetterlo, nasce innanzitutto dalla stringente necessita’ di trovare qualche pianta da utilizzare a costo zero per i nostri attacchi, tenendoci cosi’ uno o due soldini in tasca.

Sul prezioso “Guerrilla Gardening: manuale di giardinaggio e resistenza contro il degrado” (Michele Trasi, Andrea Zabiello. Edizioni Kowalski) , ad esempio, si trova fra i consigli quello di non lasciarsi tentare da costose e meravigliose piante che alcuni fiorai o vivaisti mettono in mostra perche', generalmente, si tratta di esemplari a lenta crescita e piuttosto delicate, che male sopporterebbero lo stato un po’ brado della pianta da guerrilla gardening (bisogna, infatti, tenere conto che non si avra’ sempre occasione di annaffiarla o che, nella peggiore delle ipotesi – come ci e’ gia’ successo – faccia gola a qualche disonesto poco interessato alla bellezza come patrimonio di tutti).

Nel Manuale, quindi, si sprona l’aspirante guerrigliero a non disdegnare piante selvatiche che, gia’ adattate al clima esterno, con un minimo di manutenzione possono essere trasformate in splendidi addobbi per aiuole, vasi e rotonde dimenticate dagli uomini.

Con questo spirito, sempre piu’ di frequente ci capita di vedere delle belle piante in giro per la campagna.
Ad esempio, le pervinche che abbiamo usato per il primo attacco a Quarto Inferiore.

Cosi’, a seconda delle stagioni, scopriamo che c’e’ del miracoloso in cio’ che la natura riesce a regalare: dalle querce nate da ghiande disseminate dal vento, alle vie di campagna trasformate in sentieri dorati grazie ai ranuncoli in primavera; dai non-ti-scordar-di-me coi loro minuti fiorellini azzurri, a certe specie di erba medica che, in questa stagione colorano di fiori violacei interi campi destinati alla sapiente arte della rotazione delle colture; dalle distese di ortica e malva selvatica, agli eleganti topinambur che sbocciano in settembre senza che nessuno se ne debba curare piu’ di tanto.

Ed e’ proprio volgendo lo sguardo tutto intorno, anche nelle citta’ o tra le inferriate dei giardini privati, che abbiamo notato un particolare fino ad oggi ignorato.

Provateci anche voi: tenete la mente accesa mentre guidate e noterete moltissimi benzinai  con la passione del giardinaggio e che negli isolotti che dividono l’area di rifornimento dalla carreggiata, spuntano spesso delle magnifiche piante.

Rose, oleandri, cespugli spinosi dalle bacche blu-violacee,  lavanda in spighe, piccole siepi tagliate ad arte….

Tutto cio’, ovviamente, non a nulla a che vedere con il guerrilla gardening.

E allora perche’ parlarne in questo blog?

In fin dei conti, si tratta di aree private che i proprietari rendono gradevoli piu’ per se stessi che non per i frettolosi clienti che fanno il pieno al fai da te.

Probabilmente, la galoppante crisi economica ed il costante aumento dei carburanti fa si’ che i piu’ preferiscano fare il pieno in autonomia e risparmiare qualche centesimo da dedicare al successivo rifornimento, piuttosto che lasciarsi servire dal gestore dell’impianto.

E forse, questo lascia ai benzinai piu' tempo per dedicarsi a quei piccoli giardini che gli automobilisti ignorano, tanto sono preoccupati di ripartire immediatamente, nemmeno fossero al pit-stop del gran premio di Montecarlo.

Anzi, laddove non c’e’ un servizio di cassa e il pagamento viene effettuato ad una persona che fa avanti e indietro sul piazzale, potrete osservare nervosi clienti con il finestrino abbassato,  la banconota gia’ pronta, e le dita della mano destra tamburellanti sul volante come a dire
Quanto tempo perso, solo per pagare un pieno”.

Ad essere onesti, non ci e’ mai capitato di vedere un benzinaio lavorare di zappa e rastrello, tanto sono presi dal proprio lavoro e sembra quasi che quelle aiuole siano in grado di badare a se stesse, anche se e’ ovviamente impossibile.

D’altra parte, in quei momenti, nessuno ha voglia di stare a guardarsi intorno: siamo tutti viandanti assetati nel deserto e l’unica cosa che conti e’ dissetarci alle oasi a 95 ottani.

Ci piace allora pensare, che per i benzinai il tempo scorra in maniera differente, piu’ lentamente rispetto al nostro che è fatto di convulsi spostamenti in roventi scatole di latta.

In questo tempo dilatato, tra un rifornimento e l’altro, il benzinaio si asciuga le mani dai residui di gasolio e, afferrata una cesoia, cesella con delicatissimi movimenti cespugli a foggia d’alberello, recide fiori ormai appassiti e appaga – loro si’! – di acqua le piante sull’isolotto che lo separa dal frenetico mondo oltre il suo piazzale.

La prossima volta che vi fermate a fare rifornimento, spendete qualche centesimo in piu’ e lasciate che sia il gestore a fare il pieno, poi scendete dall’auto e andate a osservare i loro roseti.

Quando il vostro serbatoio sara' colmo, tornando nel mondo dove il tempo corre di fretta, la vostra mente sara’ accesa e potrete finalmente notare le piccole Versailles ai successivi distributori che incrocerete.
E, fermi ad un semaforo, magari scorgerete anche un fiore viola nato spontaneamente al bordo della strada.

Ecco, a quel punto sarete pronti per diventare guerrilla gardener.


Via Cristoforo Colombo, Bologna

Un'elegante successione di vasi bianchi

Via del Fossolo, Bologna

Pieve di Cento

Pilastro, Bologna

Via Porrettana

Sullo sfondo, cespugli ad alberello

Via Tito Carnacini, Bologna

Cespuglio di lavanda a Castenaso

Girasoli in Via Massarenti

Via Don Luigi Sturzo, Bologna

Pochi ciottoli e il gioco e' fatto!

domenica 24 luglio 2011

"Gli faro' un'offerta che non potranno rifiutare...."


Qualche tempo fa, dopo i primi attacchi verdi, siamo stati contattati da un’agenzia di immagine (o qualcosa del genere) che stava lavorando al rilancio pubblicitario di un prodotto di una famosa ditta alimentare, con lo scopo di “svecchiare” il brand ed avvicinare dei consumatori meno…. consumati dal tempo.

E cosi’, abbiamo avuto un meeting con il project manager per stabilire il target della nostra mission….

Vi sembrera’ assurdo, ma parlano esattamente in questo modo.

La cosa ha scatenato subito una serie di riflessioni tra i membri di Terra di Nettuno.

Alcuni, categorici, hanno da subito detto che non dovevamo nemmeno andare a sentire cosa avevano da proporci; altri si sono dimostrati piu’ possibilisti.

Dal momento che avevamo risposto al primo contatto arrivatoci tramite Facebook, dando inizio ad un breve scambio di mail, abbiamo deciso (almeno per buona educazione) di incontrarli.

Alla fine, i piu' scettici avevano ragione.

E’ venuto fuori che ci avrebbero organizzato un attacco in notturna, in una zona molto in vista della citta’ (per esempio, ricoprendo di erba verde il monolito della Piazzola) fornendoci il materiale e chiedendo, in cambio, di rivendicare l'azione accostando il nostro nome al loro logo.

La prima obiezione che abbiamo posto e’ stata che noi, a meno di ragioni logistiche, preferiamo gli attacchi diurni perche’ ci piace l’idea di incuriosire i passanti.

Ovviamente, questo non collimava con il fine “commerciale” dell’iniziativa: un’opera compiuta di notte, l’indomani, avrebbe sorpreso molta piu’ gente (e attirato lo sguardo verso il marchio) di quanto avrebbe potuto fare il vedere alcune persone lavorare alla luce del sole.

La seconda obiezione e’ stata che, per fare una cosa del genere, avremmo dovuto operare con il beneplacito dell’amministrazione comunale.

Chiunque abbia a cuore il Guerrilla Gardening, capirebbe che questa cosa non ha senso.
Nessun giardiniere d’assalto chiederebbe a chicchessia il permesso di riqualificare un’aiuola o un vaso abbandonato. Lo spirito del Guerrilla Gardening e’ proprio quello di agire, di darsi da fare e rendere piu’ bella la citta’ dove si vive, che ci sia un’autorizzazione oppure no.

Capiamo perfettamente le necessita’ commerciali di chi ci ha proposto la collaborazione e abbiamo apprezzato l’interesse per un movimento considerato “giovane”, ma abbiamo deciso di rinunciare,  perche’ avevamo il timore che quell’azienda avrebbe poi stabilito tempi e modi degli attacchi futuri (se il nome Terra di Nettuno si fosse legato alla "Ditta Tutto&Niente Srl", non avremmo piu’ potuto organizzare azioni in maniera autonoma per non incorrere in qualche casino qualora avessimo attaccato zone non autorizzate) e perche’ ci sembrava di snaturare il concetto stesso di Guerrilla Gardening.

Presi un po’ alla sprovvista, siamo anche andati a chiedere l’opinione a gruppi e guerriglieri piu’ esperti di noi e, in effetti, molti ci hanno avvertito che l’accettare una joint venture (per parlare come loro!) del genere avrebbe potuto “bruciare” la nostra identita’.

Insomma, non troviamo nulla di disdicevole in cio’ che ci e’ stato proposto, ma abbiamo deciso di restare un movimento spontaneo, altamente (dis)organizzato e libero.

Abbiamo fatto bene? Abbiamo fatto male?
Come diceva, quello?
“Ai posteri, l’ardua sentenza”.

venerdì 22 luglio 2011

10 validi motivi per fare Guerrilla Gardening


Ci sono alcune semplici cose che impari ad apprezzare solo dopo aver partecipato ad un assalto verde:

1) una giornata di pioggia che rinfreschi le aiuole e i vasi ripiantati (gioia di ogni vecchio contadino)

2) la terra che resta sotto le unghie alla fine di un attacco

3) Vedere lo sguardo attonito dei passanti che ti guardano mentre annaffi le piante nei giorni successivi all’attacco, senza che abbiano il coraggio di chiederti cosa tu stia facendo

4) Guardarsi intorno per cercare aree da attaccare e accorgerti che nella tua citta’ c’e’ anche del bello

5) Aguzzare lo sguardo passeggiando in campagna e meravigliarsi dello splendore di alcuni fiori selvatici che prima non avevi mai guardato

6) Sentire per caso la gente in fila dal macellaio parlare di un assalto “Proprio cosi’, Terra di Nettuno. Hanno rimesso a posto l’aiuola!”

7) Portare taniche cariche di acqua per annaffiare le piante e scoprire che qualcuno l’ha gia’ fatto

8) Confrontare le foto del giorno successivo l’attacco con quelle di qualche mese dopo e vedere che il lavoro e’ venuto proprio bene

9) Scoprire che una talea in vaso ha radicato e tenerla pronta per un attacco

10) Raccontare ad un amico che sei un guerrilla gardener e vedere la sua faccia incredula

E voi, quale altre cose avete imparato ad apprezzare?

domenica 17 luglio 2011

“Come glieli faccio?”


Eh gia’, e’ passato il barbiere, a Quarto Inferiore!

No, aspettate!! Cosa fate?
Mettete giu’ quei randelli, non si tratta della manutenzione del Comune!

Anzi, proprio per evitare brutte sorprese (i verbascum di via Malvasia li abbiamo ancora nel cuore!) abbiamo preferito giocare d’anticipo e siamo andati di tagliaerba e forbicioni. La speranza e’ che, trovando un’aiuola in perfetto ordine, a nessuno venga in mente di dargli una…. sistemata.

Gia’, lo sappiamo tutti: mai lasciare che il barbiere o il parrucchiere diano “solo una spuntatina”….
Di solito si torna a casa con i capelli cortissimi e noi, che avevamo sognato morbidi boccoli ricadenti da accarezzare, ci ritroviamo pronti per essere arruolati nei Berretti Verdi (che, a dispetto del nome, non sono una brigata di giardinieri d’assalto).

Far partire il tosaerba non e’ stato semplice: probabilmente, essere figli dell’aria condizionata, delle chiusure centralizzate e dei cristalli elettrici ha giocato contro di noi. 
Fossimo stati dell’epoca delle Fiat 500 (il cui cambio richiedeva la micidiale tecnica della “doppietta") e delle Moto Guzzi, da avviare con un perfetto sincronismo piede-polso, non avremmo fatto tanta fatica.

Ma dopo un po’ di

tira! tira! tira!
dai aria!
apri il gas!
chiudi l’aria!


Prendi un po’ d’aria, senno’ svieni!!! 

e dopo esserci accorti che sollevare la levetta di accensione poteva semplificarci il lavoro, in uno sbuffo di fumo bianco e un odore misto del tipo “miscela-salsiccia-che-cuoce-sulla-griglia-della-festa-dell’unita’”, il motore ha fatto broooooooom e abbiamo iniziato a lavorare.

In circa un’oretta, l’aiuola e’ stata rasata a zero.

Ahime’, complice l’inesperienza, chi ne ha fatto le spese e’ stato il misero Fico degli Ottentotti che, timidamente nascosto sotto un cespuglio di erbacce, ci ha prematuramente lasciati (confidiamo nella potenza rigeneratrice delle piante grasse!).
Cosi’, per evitare di tranciare le splendide zinnie ormai in fiore, abbiamo usato una tavoletta di legno che di volta in volta abbiamo spostato per proteggere le piante dalla letale azione del filo tagliente.

Il lavoro di precisione e’ stato portato a termine con un paio di grosse cesoie le cui lame devono aver visto tempi migliori: la prossima volta che passera’ l’omino del “Donne! E’ arrivato l’arrotino!”, ne approfitteremo per rifare le lame.
In effetti, l’uso che abbiamo fatto delle cesoie e’ stato ingegnoso quanto faticoso e singolare: un movimento di “chiudi le erbacce nella morsa e strappa” ci ha consentito di non fare ulteriori vittime.

Di ritorno dalla messa alla chiesa di S. Michele, i ragazzi dell’Arca ci hanno di nuovo riempito di ringraziamenti per esserci presi cosi’ tanto a cuore le sorti di un'aiuola che, per usare le loro stesse parole:

“Fino a poco tempo fa era di una tristezza infinita, ora guardate com’e’ allegra”.

E poi si sa: “aiuola allegra, il ciel l’aiuta!”.

Ora, non resta che sistemare una bordura o una recinzione degna di questo nome.

Stay tuned!


Finalmente e' passato il barbiere!


Coleus, petunie e rosmarino.
E una zinnia, ovviamente!

Che eleganza!
(l'irrigatore e' dei ragazzi dell'Arca)


Gran bell'aiuola!







Zinnie al vento!

Zinnia delle mie brame....

mercoledì 13 luglio 2011

"La' dove c'era l'erba ora c'e' una citta'...."


….ma ora ci sono anche i girasoli dei Terra di Nettuno!

Come via abbiamo raccontato su questo blog e sul nostro profilo Facebook, il 1 maggio 2011, Terra di Nettuno ha aderito alla Giornata Internazionale del Girasole, promossa da Richard Reynolds, il Guerrilla Gardener londinese che da anni gira la propria citta’ a seminare e coltivare piante laddove parrebbe proprio impossibile.

All’azione hanno partecipato numerose persone (molte piu’ di quanto ci aspettassimo al momento di lanciare l’appello!) e quella che doveva essere una rapida semina, si e’ trasformata in una gioiosa e faticosa giornata di vero e proprio Guerrilla Gardening.
Infatti, oltre a decine e decine di semi di girasole, sono state piantati otto piccoli oleandri, un paio di pianticelle fiorite di cui non sappiamo il nome e alcuni verbascum rubacchiati qua e la’ alle campagne bolognesi (e percio' destinati ad essere tagliati dalla manutenzione del comune).

L’aiuola, che si trova in via Malvasia nel quartiere Porto di Bologna, era stata tra le prime candidate ad un attacco, sia per la vicinanza all’abitazione di uno di noi (uno degli stratagemmi per far si’ che un’aiuola regga, e’ affidarla a qualcuno, oppure attaccarla solo se e’ abbastanza vicino all’abitazione di uno dei guerriglieri, almeno fino a quando un’anima buona prenda a cuore la situazione), sia perche’ portare un po’ di colore tra il grigio delle case popolari ci sembrava una missione che valesse la pena affrontare.
Solo un dubbio ci assillava: secondo Giulia “Nejken”, l’onesta’ degli abitanti del quartiere lascia un po’ a desiderare, per cui ci saremmo dovuti aspettare qualche dispetto.

Alla fine, abbiamo deciso di sfidare la sorte proprio perche’ e’ laddove il tessuto sociale e’ meno strutturato che e’ importante portare il bello, magari migliorando un’aiuola lasciate alle amorevoli e soprattutto disinteressate (nel senso che non gliene potrebbe interessare di meno!) cure dell’ACER, l’ente che si dovrebbe occupare della manutenzione del verde in quella zona.

Per giorni, Giulia “Nejken” si e’ preoccupata di portare acqua alle piantine e alle aiuole seminate, trasportando a fatica da casa sua, bottiglie e taniche.
Dopo qualche settimana, ecco finalmente spuntare le prime plantule di girasole mentre oleandri e verbascum crescevano arroganti.

Immaginate allora la rabbia e il disappunto quando abbiamo scoperto che erano state portate via due piante di oleandro! E dopo un paio di giorni, ecco che ne venivano rubati altri due!!!

A pensarci bene, forse ci avrebbe dato meno fastidio se fossero state rubate dalla proprieta’ di qualcuno di noi. Gia’, perche’ quelle erano piante di tutti, messe a dimora per rendere piu’ bello il quartiere di tutti gli abitanti della zona (anche dei ladri!) e non per il giardino di un privato!

Dopo aver maledetto in tutte le lingue conosciute e scomparse gli autori di un gesto tanto volgare, ci siamo chiesti se non fosse il caso di sostituire le piante rubate, ma abbiamo deciso di concentrarci su altre zone, con l’idea che in qualche modo (prima o poi) porremo rimedio allo scempio subito.

Ma siccome le brutte sorprese non finiscono mai, ecco comparire gli addetti alla manutenzione del “verde pubblico”.
Una rapida passata di tosaerba e i verbaschi (che erano ormai alti piu’ di un metro e che cominciavano a mettere fuori i primi fiori gialli) e le modeste ma graziose piantine dai fiori rossi e gialli sono stati rasi al suolo. Riposino in pace!
Quando Giulia ha chiesto spiegazione agli operai del loro gesto, quelli si sono trincerati dietro un

“l’abbiamo fatto per errore”.

Qualche giorno dopo, abbiamo saputo che anche gli abitanti delle case popolari li’ intorno hanno presentato le rimostranze proprio agli stessi operai che avevano compiuto la strage.

Questa cosa, lo dobbiamo ammettere, ci ha fatto molto piacere perche’, evidentemente, a qualcuno il senso della nostra azione e’ arrivato.

Per fortuna, oleandri a parte, le aiuole coi girasoli sono state rispettate.

E finalmente, a distanza di due mesi o poco piu’, i girasoli sono cresciuti e hanno iniziato a sbocciare mentre le piantine rossa e gialla hanno ricacciato alcuni germogli e ora, timidamente, mostrano dei fiorellini colorati!

Ma – tenetevi forte! – la vera splendida notizia e’ un’altra.

Qualche abitante ha messo, al posto di uno degli oleandri rubati, una piantina di basilico!

Questo significa che il nostro messaggio e’ davvero passato, che qualcuno si e’ preso cura della propria citta’ e che, quindi, la nostra missione puo’ dirsi compiuta!

E’ un gesto piccolo, forse per qualcuno insignificante, ma che ci ha riempiti di felicita’ e di orgoglio. E potremmo persino azzardare che il furto degli oleandri non sia stato del tutto un male, se la cosa e’ riuscita a risvegliare una coscienza assopita.

A questo Guerrilla Gardener anonimo, va tutto il nostro riconoscimento. Ci piacerebbe che ci leggesse e che partecipasse alle nostre prossime azioni.

Come diceva quella pubblicita’?
“Basta poco, che ce vo’?”




Un campo di girasoli in piena citta'!


Eccone uno timido che sta mettendo fuori la testa

Orgogliosamente, io rinasco!

Un ultimo sforzo e ci siamo!

Qui si intravede uno degli oleandri superstiti

Orgogliosamente, anche io!

Sunflower Guerrilla Gardening Day:
mission accomplished!

Una splendida sorpresa:
il basilico piantato da un ignoto giardiniere d'assalto!











sabato 9 luglio 2011

La parola alla Difesa


In piedi! Entra la Corte!

Accusa: Signor Giudice, Signori Giurati, l’Accusa chiama alla sbarra l’Imputato!

Pubblico: Oooooooooooooh!!!

Giudice: Imputato, vi sembra questo il modo di presentarsi ad un processo? Dove sono i vostri vestiti? E soprattutto, perche’ non e’ stato disarmato?

Difesa: Signor Giudice, scusate il mio Cliente. In queste foto potete vedere bene che egli e’ aduso non vestire alcun panno. E cio’ che reca nella mano, in verita’, non e’ uno strumento atto a offendere ma a lavorar la terra.

Accusa: Si’, ma quale terra?

Difesa: quella di Nettuno

Accusa: avete sentito, Signor Giudice? Hanno sentito Lor Signori della Giuria? Appropriazione indebita! Porto abusivo di armi! Oltraggio alla corte e atti osceni in luogo pubblico!

Difesa: mi oppongo, Vostro Onore! Il processo non e’ ancora iniziato e l’Accusa ha gia’ formulato la sentenza!

Giudice: opposizione accolta. E poi, se di Terra di Nettuno si tratta….

Accusa: veniamo ai fatti. Il giorno 21 giugno 2011, primo giorno dell’estate, l’Imputato ha chiamato a raccolta alcuni sfaccendati e loschi figuri per impossessarsi truffaldinamente di un appezzamento di terreno sito in Quarto Inferiore, frazione di Granarolo dell’Emilia, in provincia di Bologna. All’ora convenuta, sono stati estratti da automezzi la’ vicino parcheggiati, rastrelli, zappe, vanghe, badili, innaffiatoi e una quantita’ spropositata di piante!

Giudice: di che  piante si trattava?

Difesa: erano due….

Giudice: no, Avvocato, voglio che risponda l’Imputato.

TdN: Erano piante di pomodori, sette coleus, numerose zinnie in germoglio, un verbascum, una Pachyveria di discrete dimensioni, due alberelli di quercia, alcune piante aromatiche, dei fiori arancioni di cui non ricordo il nome, un esiguo numero di petunie….

Accusa: Avete sentito, Signori della Giuria? Non sono forse nel giusto, se dico che si trattava di un attacco premeditato? Vi vedo annuire, Signori e questo mi fa piacere.

Giudice: Imputato, siate piu’ preciso. Che piante aromatiche avete usato?

TdN: un rosmarino, una salvia e una maggiorana.

Giudice: Dove avete preso le querce?

TdN: in inverno avevamo seminato alcune ghiande, Signor Giudice. E a primavera abbiamo avuto la sorpresa di trovare delle piccole querce nei vasi.

Giudice: E, avete detto…. Una pachyveria?

Accusa: Pachyveria Cattyveria, Signor Giudice! Tra qualche tempo, tutto sara’ colonizzato da quella pianta!

Difesa: mi oppongo, Signor Giudice! L’Accusa non usa correttamente la classificazione tassonomica delle essenza poste a dimora!

Giudice: opposizione accolta, anche perche’ non sono sicuro di aver capito cosa abbiate detto, Avvocato.

Accusa: Ma non e’ finita qua, Signor Giudice. Prima di chiedere all’Imputato i dettagli, la Giuria deve sapere che l’azione vandalica non si e’ esaurita nel primo giorno dell’estate ma che, il 25 giugno altri pericolosi elementi della banda sono tornati a colpire! Stesse le armi, diverse le piante!

Giudice: altre piante, Imputato?

TdN: si’, Signor Giudice. Avevamo ancora numerosissime zinnie ma anche rosmarino, almeno cinque piccole piante di rosa, delle fragole selvatiche raccolte nelle campagne circostanti, e  un misero Fico degli Ottentotti….

Giudice: Un fico, avete detto?

TdN: Degli Ottentotti, anche conosciuto come Carpobrotus Edulis.

Giudice: ne so quanto prima….

Accusa: Signor Giudice! Non lasciatevi incantare dalle parole di questo millantatore!

Difesa: mi oppongo, Vostro Onore: l’Accusa sta tentando di influenzare la giuria.

Giudice: Accusa respinta. Nessuno puo’ infinocchiare una Giuria scelta dalle autorita’. Ne convenite, Avvocato?

Difesa: si’ Signore. Vi prego di non tener conto delle mie insinuazioni.

Giudice: siano tolte dal verbale, allora. Pubblico Ministero, avete altro da aggiungere, prima che l’Imputato parli per se stesso?

Accusa: al momento no, Signor Giudice.

Giudice: Imputato, a voi la parola.

TdN: e’ tutto vero. In due giorni di giugno abbiamo preso d’assalto un’aiuola da anni lasciata all’incuria. Si tratta di una specie di spartitraffico triangolare posto dinnanzi alla Comunita' dell'Arca, per questo l’operazione era stata denominata “Alla conquista dell’Arca Perduta”

Accusa: avete sentito, Signor Giudice e Signori giurati? Una “conquista”! Cos’e’, se non un modo di appropriarsi con la forza di….

Difesa: mi oppongo! L’Accusa non lascia parlare l’Imputato!

Giudice: richiesta accolta. Proseguite, Imputato.

TdN: abbiamo iniziato verso le 17.00. Era una giornata caldissima e i giorni precedenti erano stati altrettanto afosi. Non avevamo pensato a quanto duro potesse essere il terreno. Uno di noi, Cristian, detto “Il diserbante”, ha cominciato, a colpi di zappa, a far pulizia delle erbacce mentre altri scavavano buche profonde per le querce. Nel tentativo di ripulire l’area  dalle erbe sradicate, un rastrello si e’ spezzato. Piu’ tardi, avremmo perso persino una piccozza, spezzandone la lama contro il fondo sassoso dell’aiuola.
Abbiamo quindi messo a dimora la Pachyveria, posizionandola al vertice del triangolo mentre, alla base di questo, sono stati disposti i sette Coleus.
Le zinnie, invece, venivano regolarmente piantate lungo il lato esterno del triangolo. E’ stata una faticaccia: i muscoli si tendevano come corde di violino, le zappe suonavano colpi sordi come quelli di un tamburo. Finche’, qualcuno si e’ avvicinato fuoriuscendo dal cancello della Comunita’. Erano alcuni ospiti della struttura, che ci hanno fatto numerosi complimenti. Ci e’ stato detto che, per anni, quell’aiuola ha rappresentato un cruccio, essendo sempre stata abbandonata a se stessa. Avevano persino cominciato a chiedersi se fare domanda al Comune per asfaltarla, quando hanno visto che stavamo lavorando di vanga e innaffiatoio. I ragazzi ci hanno offerto da bere, ci hanno prestato alcuni loro strumenti, ci hanno concesso del preziosissimo compost maturo fatto da loro. Infine, ci hanno offerto dei biscotti di loro produzione e ci hanno regalato uno splendido applauso di ringraziamento.
La nostra piu’ grande preoccupazione era di non aver abbastanza energia per innaffiare regolarmente l’aiuola, ma i ragazzi ci hanno persino dato la possibilita’ di usufruire (anche nei giorni futuri) del loro pozzo.
Terminata la prima parte dell’operazione, siamo tornati tutti a casa, distrutti ma soddisfatti.
Un paio di giorni dopo, abbiamo avuto una brutta sorpresa: un’auto (o forse un camion della raccolta dei rifiuti), ha attraversato in lungo l’aiuola, abbattendo una quercia, una pianta di pomodoro, un coleus e qualche zinnia. A questo punto, abbiamo deciso di recintare l’area in via provvisoria con del nastro biancorosso da lavori in corso.

Accusa: cosa avete usato, da supporto?

TdN: dei tondini di ferro, alcuni nostri, altri presi dal magazzino dell’Arca ad insaputa dei proprietari

Accusa: sia messo a verbale la confessione di furto!

TdN: si’, ma prima o poi metteremo una bordura meno provvisoria e allora restituiremo il maltolto.
Come dicevo, siamo tornati per ripristinare lo stato dell’aiuola devastata. Inizialmente, sembrava che nessuno volesse unirsi alla spedizione. Poi, pian piano, c’e’ stata una discreta adesione. E allora abbiamo messo le altre piante e abbiamo piantato il nostro cartello al vertice dell’aiuola. Anche in questa occasione, i ragazzi dell’Arca ci hanno portato da bere e ci hanno ringraziato di nuovo, segno che il gesto e’ stato davvero apprezzato.

Giudice: magari hanno solo avuto pieta’ di voi. Come sapete che hanno davvero apprezzato i vostri sforzi?

TdN: perche’ dopo che per qualche giorno uno di noi si e’ recato ad innaffiare le piante, abbiamo trovato un irrigatore rotante al centro dell’aiuola collegato al tubo del pozzo della Comunita’.

Giudice: e le vostre piante?

TdN: non “le nostre”, ma quelle di chi passa e le innaffia o le ammira, Signor Giudice. Comunque, stanno tutte bene: la pianta di pomodoro abbattuto sta ributtando fuori alcuni germogli mentre le sue sorelle hanno gia’ dei frutti verdi che vanno maturando; la quercia e’ riuscita miracolosamente a risollevare la testa mentre il piccolo Coleus schiacciato dalle ruote del camion ha ripreso energia e sta rigermogliando. Persino il Fico degli Ottentotti sta timidamente fiorendo.

Giudice: e come vi dichiarate, Imputato?

TdN: colpevole, ovviamente.

Difesa: ma come? Sei impazzito?

Accusa: avete sentito? E’ stato messo a verbale? Signori della Giuria, Signor Giudice….

Difesa: che cosa ti e’ saltato in mente?

TdN: e’ solo la verita’!

Pubblico: non e’ possibile! E’ una follia! No, hanno fatto bene! Mi si brucia l’arrosto!

STOMP! STOMP! STOMP!

Giudice: silenzio! Silenzio ho detto o faccio sgomberare l’aula! Pubblico Ministero, vi prego di non aizzare gli animi! E voi, Avvocato, avete avuto giorni e giorni per stabilire una linea difensiva con il vostro Cliente. Se questi fa di testa propria, ne ridiscuterete fuori di qui, a processo finito! Non tollerero’ altre intemperanze da parte vostra! Imputato, perche’ vi autoaccusate?

TdN: perche’ quella che abbiamo attaccato, Signor Giudice e’ Terra di Nettuno e quindi e’ nostro dovere prendercene cura.

Giudice: veramente, ci sono degli Enti preposti a farlo, non lo sapete?

TdN: Certo che lo sappiamo, ma cosa succede, se questi Enti non assolvono i propri doveri? Dovremmo forse rassegnarci a vivere nel degrado e nell’abbandono? Se rendere migliore la propria citta’, che poi e’ la propria casa, e’ un reato, allora noi siamo colpevoli. Ma lo sono altrettanto quelli che dovrebbero occuparsene, ma che preferiscono pensare ai propri interessi, piuttosto che a quelli dei Cittadini. E lo sono tutti – tutti! -coloro che passano e non osservano, abituati come sono all’abbandono e al degrado.
Noi vogliamo solo che le citta’ siano belle da vedere. Si’, Signor Giudice, siamo colpevoli. Io, i miei compagni di guerriglia verde, la Giuria, il pubblico e anche voi, Signor Giudice.

Accusa: oltraggio alla Corte!

Giudice: silenzio! La parola alla Giuria!

Giuria: Signor Giudice, Signor Pubblico Ministero, Avvocato…. Abbiamo formulato il nostro verdetto. L’Imputato e’….

(suspance….)

….

….

….

….

….innocente!

Pubblico: CLAP! CLAP! CLAP! Bravooooo! CLAP! CLAP! Biiiiiis!

Accusa: ma come? Come sarebbe?

STOMP! STOMP! STOMP!

Giudice: Silenzio! Giuria, spiegatevi.

Giuria: L’Imputato e’ innocente perche’ ha ragione. Se fosse colpevole lui, allora saremmo colpevoli anche noi e noi non siamo cosi’ fessi. Pertanto, chiediamo che venga immediatamente rilasciato, che le accuse formulate contro di lui vengano annullate e che, se vuole, torni a vangare, zappare e rastrellare le aree abbandonate.

Giudice: cosi’ e’ deciso! L’udienza e’ tolta!

Difesa: grazie, Signor Giudice!

Giudice: Imputato, anzi…. Signor Nettuno, sapete che siete stato imprudente ad accusarmi?

TdN: lo so, Signore pero’….

Giudice: ….pero’ eravate nel giusto. Posso chiedervi un’ultima cosa?

TdN: quello che volete, Signor Giudice.

Giudice: quando farete il prossimo attacco, posso avere l’onore di essere dei vostri?

TdN: Voi siete gia’ dei nostri. Lo dice il vostro sguardo. Avete con voi qualche strumento adatto?

Giudice: a dire il vero no.

TdN: vi presterei il mio rastrello, ma senza mi sentirei nudo….

Giudice: Ah! Ah! Ah! Ah!

Ore 17.00, iniziano i lavori!


Il diserbante umano!

Pachyveria Cattyveria!

Una quercia in piscina?


Piccoli Coleus cresceranno

Rosa rosae

Improbabile giardiniere

Partita di hokey su prato?

"Ho piantato le mie zinnie-oh-oh-oooooh!"


La prossima volta mi do ai giardini zen!



Specialita' olimpica: Zappamento sincronizzato (il video)





Questa pianta non sara' da innaffiare

Missione compiuta!